Inauguració Barbara Verzini a l’MXEspai 1010

Escrito en Exposicions, General, Humanitats, Sobre art el dia 25 de mayo de 2014 , por Nora
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Barbara Verzini – Alos “ Le pendu ” a l’MX

Escrito en Exposicions, General, Humanitats, Sobre art el dia 25 de mayo de 2014 , por Nora

(“SIMULTANEA COMPRESENZA DI PRESENZA ED ASSENZA” (J.LACAN)

Lavorare sulla presenza e l’assenza, su segno, simbolo e sonoro, sulla carne e sulla perdita.
Quindi arte che si intreccia con musica, il suono si mescola al segno, alle linee, IN ASSENZA perchè gli interventi saranno prodotti separatamente, riprodotti IN PRESENZA, perchè il tutto sarà installato insieme lasciando le tracce dei corpi di chi li ha creati.
ENTRERETE IN RISONANZA CON LA PRESENZA DI MOLTEPLICI RESIDUI DI CORPI ASSENTI)

“Santa lo chiamava a cena, la sua voce si perdeva nel buio del bosco, ma Angelo non tornava.

Il bicchiere era sempre vuoto, il bicchiere era sempre pieno.
Santa cantava e piangeva ogni giorno all’imbrunire, ma un giorno smise di cantare e si lasciò cadere nel fondo del pozzo.”

Tutto questo accadeva 50 anni fa, tutto questo torna ad accadere evocativamente nella terza INSTALLAZIONE di Ammalarti grazie anche al prezioso contributo sonoro di ?ALOS .

Centrale in questo intervento è l’invito che ci viene offerto, mescolato a genealogiche trine,

dall’Appeso dei Tarocchi.

Un invito a mettersi al contrario, al rovescio, a testa in giù e in questa posizione lasciare che la prospettiva si trasformi completamente, ogni cosa divenga altro, permettendoci di far di uscire e scivolare dalle nostre tasche tutto quello che abbiamo imparato, esperito, accumulato e che crea ingombro, intralcio, pesantezza.

Un invito alla totale ricezione e alla perdita di ogni controllo su di sè e sul mondo.

Come nel fondo di un pozzo anche nella sospensione tutto esce da sè, ogni forza, ogni orientamento a cui si è abituate e risulta impossibile, impraticabile, qualunque agire, qualunque reazione, perché quella posizione prende tutto e ti blocca, ti abbandona in balia dell’immobilità.

Ma la morte di ciò che esce scivolando nel profondo, fa anche spazio ad un vuoto fertile in cui l’azione trasformativa possa radicarsi, un’azione imprevista che chiama l’altro alla relazione e apre ad una nuova dimensione chiudendo il cerchio dell’esperienza precedente.

Santa è stata salvata dai suoi figli, l’appeso se accetterà che cambiare davvero la prospettiva significhi non solo liberarsi, ma anche sapersi affidare all’altro, verrà finalmente sciolto.

Il Veve di Maman Brigitte, Loa del ciclo della vita e della morte, giace accanto al pozzo e sotto l’appeso, per unire, proteggere e permettere l’incessante fluire tra assenza e presenza, chiusura e nuova apertura, affinchè la trasformazione possa essere continua e non andare mai a male.

…Con la speranza che dal fondo del pozzo Santa abbia potuto scorgere anche della luce…

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Laberints: Marga Ximenez

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Re-visions: Laberints

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